Commenti a: Ascolto profondo, un modo diverso di apprezzare la musica https://musica-spirito.it/guarigione-2/ascolto-profondo-un-modo-diverso-di-apprezzare-la-musica/ Musica e consapevolezza Fri, 14 Sep 2018 10:10:43 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.2 Di: Wenz https://musica-spirito.it/guarigione-2/ascolto-profondo-un-modo-diverso-di-apprezzare-la-musica/#comment-1073 Fri, 11 Nov 2011 09:52:31 +0000 http://www.musica-spirito.it/?p=1994#comment-1073 In risposta a Francesco.

Ciao Francesco, sono d’accordo con te. Spesso la necessità di un approccio più profondo con se stessi, in questo caso tramite l’ascolto profondo di musica adatta, nasce da un senso di insoddisfazione per quello che sta fuori di noi. Il mancato equilibrio ci sprona verso una ricerca di una nuova “armonia”. E i questo caso la parola armonia mi pare molto adatta. Bene, allora buona ricerca Francesco.

P.S. non conosco l’uplifting trance, ma proverò a cercare qualcosa appena ho un pò di tempo.

Namasté

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Di: Francesco https://musica-spirito.it/guarigione-2/ascolto-profondo-un-modo-diverso-di-apprezzare-la-musica/#comment-1072 Thu, 10 Nov 2011 22:38:50 +0000 http://www.musica-spirito.it/?p=1994#comment-1072 Che strano riuscire spontaneamente a fare qualcosa ed apprendere in seguito che è stata teorizzata e formalizzata da qualcun altro.
E’ esattamente ciò che è capitato al sottoscritto leggendo quest’articolo.

Non saprei dire esattamente quando è cominciato, ma da tempo l’unico modo che ho di rapportarmi alla musica è quello qui definito “Ascolto profondo”. Aggiungo anche che non si tratta assolutamente di uno sforzo intellettuale, è piuttosto la completa compenetrazione del mio IO con la musica.

Non a caso penso sempre che il verbo che maggiormente descrive il mio approccio alla musica è vivere, non ascoltare. Non riesco semplicemente ad ascoltare la musica, la vivo, nel senso più letterale del termine. E chiaramente la scelta dei brani e dei generi musicali è mai casuale o passiva.
E questo è senza dubbio un bel problema nel rapporto con il 99% delle persone che conosco, le quali ascoltano piacevolmente, anche in maniera molto intellettuale, svariati tipi di musica, non riuscendo però a viverla veramente.
Da cosa me ne accorgo? Dal fatto che scendono a compromessi assurdi per il sottoscritto, come semplicemente ascoltare musica non di loro gradimento. Una vera bestemmia!

Chiudo riportando una osservazione personale.
E’ qui evidente l’accezione positiva con cui l’autore descrive l’Ascolto profondo, arrivando a conferirgli anche proprietà terapeutiche.
In questo aspetto la mia esperienza è assai singolare. Ho analizzato a lungo le necessità che mi hanno portato alla scoperta “devastante” dell’Ascolto profondo e sono sempre più convinto che la causa prima sia un forte malessere per il mondo in cui vivo, per la totale banalità di ciò che mi circonda, per l’esasperata ricerca dei più nefasti aspetti materialistici dell’esistenza che avviene quotidianamente intorno a me.
Questo particolare approccio alla musica costituisce una risposta in primo luogo “negativa”, rigettando gran parte di quella vita quotidiana, e solo in seconda battuta “positiva”, creando le basi per una crescita interiore di natura spirituale.
Non è mai elemento di socializzazione, o di riappacificazione con il mondo civilizzato, ma di profonda rottura con esso.

Scusate il lungo e contorto commento ma come avrete capito non ho spesso la possibilità di affrontare questo tema e quando mi capita l’occasione cerco di coglierla al volo annoiando lo sfortunato di turno. Perdonate!

PS Comunque la musica che “vivo” è sempre melodica e la scelta vien fatta procedendo di brano in brano, per questo definire un genere di mio gradimento è inesatto. Per evidenti esigenze di semplificazione, però, i due generi a cui sono più legato e da cui provengono il 95% dei miei “ascolti” sono la musica classica e la uplifting trance contemporanea, che molto hanno in comune, ma solo per il profondo ascoltatore.

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